SURFING COSTA RICA GUIDE - GUIDA SURF COSTA RICA - SURF CAMPS & SCHOOL - OCEANO PACIFICO


REPUBBLICA DEL COSTA RICA

Superfice : 51.113 Km2

Abitanti: 4.110.000

Densità: 71 abitanti Km2

Forma di governo: Repubblica presidenziale

Capitale: San Josè ( 922.000 ab.)

Città principali: Puntarenas 50.000 ab. Limòn 45.000 ab.

Gruppi etnici: creoli 87%, meticci 7%, Cinesi 2%, Amerindi 0.5%, altri 3,5%

Paesi confinanti:_ Nicaragua a NORD, Panama SUD

Monti principali: Cerro Chirripó (3820 m)

Fiumi principali: Rio Reventazon (152 Km)

Isole principali: Isla del Coco

Clima: Tropicale

Religioni: Cattolica 88% - Protestanti 15% - Altri e atei 5%

Moneta: Colon costaricense

Prefisso telefonico: 00506

Fuso orario: Sette ore in meno rispetto all'Italia


Sanità

Generalmente buona, sia come prestazioni mediche e ospedaliere, sia come disponibilità di medicinali, benché costosi.
Alcuni casi di febbre "Dengue" sono stati registrati lo scorso anno nelle zone di Puntarenas, Guanacaste e Limon.
Si consiglia l'uso di prodotti repellenti contro le zanzare.
Non esistono particolari difficoltà per i rimpatri di emergenza.
E' tuttavia consigliabile, dati gli elevati costi dei ricoveri ospedalieri e dei rimpatri con aereo ambulanze stipulare apposita assicurazione al momento dell'acquisto del biglietto aereo.
Se vi fate male a Santa Teresa, in alta stagione, c’è un pronto soccorso attivo ma da cui io mi sono tenuto lontano. Per casi più gravi  in sole sei ore vi accompagnano a San Josè, sperate che non vi succeda niente.
Non vi sono vaccinazioni obbligatorie.

Kit di pronto Soccorso

Aspirina o Paracetamolo compr., crema antiustione, occhiali da sole, filtro solare, compresse antidiarrea, compresse per la disinfezione dell'acqua, compresse contro mal d'auto/mal di mare, bustine per soluzioni reidratanti orali, repellenti antizanzare, insetticida, antistaminici per uso locale, cerotti, garze, bende, siringhe monouso, soluzione disinfettante, collirio decongestionante.

Moneta

L'unità monetaria locale è il colon costaricense: 100 colon corrispondono a circa 0.29 euro. E' consigliabile portare con sé dollari USA ( 500 colones 1 dollarro, 1000 colones 2 dollari e così via basta raddoppiare), sia in contanti che in traveller cheques. Le carte di credito più diffuse vengono accettate quasi ovunque.

Lingua

La lingua ufficiale è lo spagnolo. Molto diffuso l'uso della lingua inglese. Nessun problema per il turista italiano: il costaricense capisce l'italiano, così come l'italiano capisce lo spagnolo anche se non lo parla.


Notizie sul Costarica


Il Costa Rica (nome ufficiale República de Costa Rica), stato dell'America centrale, confina a nord con il Nicaragua e a sud-est con Panamá; è bagnato a ovest e a sud-ovest dall'oceano Pacifico, a nord-est dal mar dei Caraibi e comprende le disabitate isole Cocos, situate circa 480 km a sud-ovest della costa, nell'oceano Pacifico. Ha una superficie di 51.060 km² e un’estensione costiera di 1.290 km. La capitale è San José.

Il TERRITORIO

Il territorio è prevalentemente montuoso. Tre catene attraversano longitudinalmente il paese: la cordigliera di Guanacaste, quella Centrale e quella di Talamanca, queste ultime separate dalla Meseta Central, l'altopiano più fertile e popolato del paese. I monti più elevati sono il Chirripó Grande (3.819 m) nella Cordigliera di Talamanca e il vulcano di Irazú (3.432 m), in quella di Guanacaste. Lungo l'uniforme costa caraibica si trovano vaste pianure, mentre lungo la costa pacifica, incisa da baie e insenature, le pianure sono interrotte dai rilievi e hanno un'estensione più limitata. Il fiume principale del paese è il San Juan, che scorre per un buon tratto lungo il confine con il Nicaragua e sfocia nel mar dei Caraibi.

Il clima del Costa Rica è tropicale nelle regioni costiere, dove si registra una media stagionale della temperatura di 31,7 °C, e temperato nell'entroterra dove la media annua è di 16,7 °C. La stagione delle piogge si verifica nel periodo compreso tra aprile e dicembre.

Le foreste, che coprono quasi per un terzo l'intero paese, sono ricche di alberi di balsa ed ebano, mogani e cedri. Si contano inoltre più di 1000 diverse specie di orchidee. La fauna è ricca ed eterogenea, e annovera puma, giaguari, cervi, scimmie e moltissime specie di uccelli.

Il territorio del Costa Rica è tutelato da un vasto programma di conservazione ambientale: il 14,2% (2000) della superficie totale è protetto sotto forma di parchi e riserve naturali, contro il 7% (2000) del Nicaragua e il 6% (2000) dell'Honduras. Il paese possiede diverse riserve e ben diciotto parchi nazionali, due dei quali sono World Heritage Sites, il parco di Guanacaste e il parco Isla del Coco. Il parco nazionale Cahuita, istituito nel 1970, preserva una vasta zona di foresta pluviale a ridosso di un’area costiera, mentre nel parco nazionale Chirripó, Riserva Mondiale della Biosfera nel 1982 e Patrimonio Mondiale nel 1983, e nel parco nazionale La Amistad predominano flora e fauna di alta montagna.

La posizione dello stato, posto tra l’America settentrionale e meridionale, ha fatto sì che la fauna e la flora dei due continenti avessero modo di mescolare le proprie caratteristiche originarie, venendo a costituire l'habitat di una grande varietà di specie autoctone, molte delle quali rare e minacciate d'estinzione.

Il governo ha aderito a trattati internazionali sull’ambiente riguardanti la biodiversità, la desertificazione, le specie in via d'estinzione, l’abolizione della caccia alle balene, la Convenzione sul diritto del mare, l’eliminazione degli scarichi in mare, la protezione dell’ozonosfera, l’abolizione dei test nucleari e la salvaguardia delle zone umide.

La maggior parte dei costaricani discende dai coloni europei, in prevalenza spagnoli. Bianchi e meticci rappresentano il 90% degli abitanti; consistente è la comunità nera di origine giamaicana, mentre davvero esigua è la minoranza india. Circa il 50% della popolazione vive in insediamenti di tipo rurale. Lingua ufficiale è lo spagnolo, sebbene anche l'inglese sia molto diffuso, soprattutto tra le classi colte e presso la minoranza giamaicana; la religione più diffusa è quella cattolica.

La popolazione, nel 2004, ammontava a 3.956.507 abitanti, con una densità media di 78 unità per km². Oltre alla capitale, San José, altri centri di rilievo sono Limón, polo commerciale e importante scalo portuale, Puntarenas e Alajuela.

Il Costa Rica vanta un tasso di alfabetizzazione tra i più elevati del Sudamerica (96,1%). L'istruzione è gratuita e obbligatoria per i ragazzi dai 6 ai 13 anni di età. L'università principale ha sede a San José.

L'unità monetaria è il colón, suddiviso in 100 centimos, emesso dal Banco Central, fondato nel 1950 ma il dollaro circola liberamente ed è accettato dappertutto, soprattutto nelle zone turistiche. Nel 1963, il paese è entrato a far parte del Mercato comune centroamericano. I principali prodotti esportati comprendono caffé, banane, tessili e zucchero.

Piuttosto efficiente è la rete stradale che si estende per 35.881 km, di cui però solo il 22% è asfaltato, preparatevi a mangiare polvere e a svuotarvi occhi e polmoni se andate in Costarica nella stagione secca;l'arteria principale è costituita dall'autostrada Panamericana. La rete ferroviaria di circa 424 km collega San José con entrambe le coste. L'aeroporto di Juan Santamaría è situato nei pressi della capitale.

In base alla Costituzione promulgata nel 1949, il Costa Rica è una Repubblica presidenziale. Il potere esecutivo è esercitato dal presidente – eletto a suffragio universale – e dai ministri da lui nominati.


BREVE STORIA

 A differenza delle grandi civiltà dell'America precolombiana, la popolazione del Costa Rica non era numerosa né aveva sviluppato delle strutture sociali complesse; riuscì comunque a opporre una strenua resistenza ai conquistatori provenienti dalla Spagna.

Nel 1502 Cristoforo Colombo raggiunse la regione e la denominò "costa ricca". La conquista spagnola ebbe luogo solo in un secondo tempo rispetto agli altri stati dell'America centrale; il primo a colonizzare il paese fu Juan de Cavallón (1561), seguito da Vásquez de Coronado che, tra il 1562 e il 1565, vi stabilì l'insediamento di Cartago, capitale fino al 1823. Integrata nel viceregno della Nuova Spagna, dal 1569 divenne una provincia della capitania generale del Guatemala. La distanza dalle maggiori città dell'impero coloniale e la scarsità di risorse consentirono al Costa Rica di sviluppare una maggiore autonomia rispetto alle altre province dell'America centrale. Solo alla fine del XVIII secolo, quando il paese avviò una fiorente attività di coltura ed esportazione del tabacco, la colonia interessò le autorità spagnole.

La crescita economica, nel corso del XIX secolo, favorì la nascita di una leadership culturale e politica tra le più consapevoli dell'America centrale, che condusse nel 1821 all'indipendenza del Costa Rica, divenuto dal 1824 al 1838 parte delle Province Unite dell'America centrale. Durante il governo conservatore di J. Rafael Mora (1849-1859), il paese rappresentò il punto di riferimento per gli stati dell'America centrale nell'opposizione all'avventuriero americano William Walker, che si era impossessato del Nicaragua (1855).

Dopo che Mora fu spodestato da un colpo di stato nel 1859, seguì un governo di orientamento liberale, guidato da Tomás Guardia (1870-1882), il quale aprì il paese agli investimenti stranieri, rilasciando la concessione per la coltura delle banane all'uomo di affari americano Minor Keith, tra i fondatori della United Fruit Company. La multinazionale sviluppò le colture negli altipiani e costruì una rete ferroviaria destinata al trasporto di banane, rendendo però il paese sempre più dipendente dai mercati e dai capitali stranieri.

Dalla fine del XIX secolo, pur conoscendo periodi di relativo disordine, il Costa Rica si avviò verso una progressiva stabilità basata sulla scelta di incrementare l'istruzione e la crescita economica, piuttosto che la potenza militare.

La crescente consapevolezza delle classi medie, che si opponevano all'élite dei latifondisti delle piantagioni di caffè, favorì la nascita di moderni partiti politici. Il Partito repubblicano nazionale vinse le elezioni nel 1936 e nel 1940. Nel 1948 si impose invece il Partito di liberazione nazionale (guidato da José Figueres Ferrer) che divenne la formazione dominante nel paese fino al 1978, quando Rodrigo Carazo, alla testa di una coalizione di centro-destra, vinse le elezioni. Dal 1982 il PLN tornò al potere, con Monge Alvarez come presidente, al quale succedette Oscar Arias Sánchez, sempre del PLN, nel 1986. Alla fine degli anni Ottanta, Arias, promotore di un piano per ristabilire la pace in Centro America, ottenne il premio Nobel per la pace.

Dopo una parentesi di governo del Partito di unità cristiano-sociale (PUSC), nel febbraio del 1994 il PLN tornò alla guida del paese con José María Figueres Olsen, che nel corso del suo mandato si trovò ad affrontare, senza peraltro riuscire a risolverli, i gravi problemi di carattere economico, dovuti principalmente al forte deficit fiscale del paese (in quegli anni il più elevato del Sud America).

Il PUSC riconquistò la presidenza del paese nel 1998 con Miguel Angel Rodríguez Echeverría. Il suo programma di privatizzazioni, mirato a porre freno al debito pubblico e all’inflazione, trovò una forte opposizione nella società costaricana, che nel 2000 riuscì a bloccare la dismissione dell’Istituto dell’elettricità, già votata dal Parlamento. Le elezioni presidenziali svoltesi agli inizi del 2002, che vedevano il PLN nettamente favorito nei sondaggi, si conclusero invece con la vittoria del candidato del PUSC Abel Pacheco de la Espriella, un popolare conduttore televisivo. Ecco perché adesso il Costarica è uno spettacolo.

FONTE: enciclopedia Encarta

QUANDO ANDARE

Pur ammettendo che non esistono più le mezze stagioni e che marzo è pazzerello e aprile dolce dormire. Ci sono dei periodi dell’anno in cui, per un surfero con almeno 15 giorni liberi, conviene recarsi in Costarica con una possibilità di trovare le onde ed un tempo paradisiaco:

Dicembre e Gennaio sono i mesi da me consigliati. Cielo azzurro e temperature estive ma non torride insieme a onde di qualità caratterizzano la condizione normale della Costarica, in particolare Santa Teresa presenta una percentuale di ondosità surfabile del 100%, il metro - metro e mezzo non manca mai e la qualità dell’onda: world class. L’unico inconveniente la polvere per le strade che anche se vai in giro a piedi ti entra in ogni orifizio (anche in quello che sta dentro le mutande) e che ti da il look da eterno vecchio perchè i capelli ti diventano bianchi matusa. Quando la stagione secca si stabilizza viene buttata per strada la melassa che attenua l’effetto malefico del polverone e dona alle strade un simpatico odore dolciastro.

Febbraio, Marzo e Aprile la stagione secca è al suo apice, tutto come prima solo che il calore diventa insopportabile nelle ore calde della giornata e anche di notte non scherza.

Da Maggio a Novembre

Ricomincia la stagione delle piogge che però non sono così tremende, qualche brutto temporale si alterna a belle giornate, non è il periodo migliore per andare, le onde sono spesso rovinate dal vento di mare, severamente consigliato il fuoristrada per circolare. In questa stagione fanno eccezione i mesi di Luglio e Agosto che vengono denominati dai ticos “veranillo” e cioè estaterella. Il tempo è meno piovoso (piove solo la notte lasciando al giorno un cielo terso e luminoso), la temperatura è gradevole, le mareggiate consistenti.

Da evitare Settembre e Ottobre, questa è la vera wet season. Piove a dirotto che Dio la manda ( Poiché qui non hanno conosciuto la dominazione di Bernacca e Giuliacci ci pensa Dio direttamente). Ci sono dei periodi che il cielo scarica acqua per più di 15 giorni consecutivamente, giorno e notte, allora non si può fare niente, solo aspettare chiusi in casa, non funzione nemmeno la televisione e la radio, la pioggia porta via tutto e guasta ogni singolo impianto di trasmissione. Una gran rottura di c… Se ne vanno via tutti, almeno chi può, a Santa Teresa anche i negozi, i bar, le scuole, insomma tutto è chiuso, se ne riparla a novembre.

COME ARRIVARE

Considerando che il surfista medio non ha la vocazione per la navigazione,( non perché non ci piacerebbe ma perché per qualche sconosciuta disfunzione mentale non siamo in grado di fare i nodi. Se non fosse stato per quel genio di cui io purtroppo non conosco il nome, il quale impietositosi, abbia inventato il velcro ancora oggi andremmo in giro con le tavole senza leash e le scarpe sciolte tanto siamo impediti nell’esecuzione della difficile arte della nodo) ci dobbiamo recare in Costarica  con l’aereo.  Ecco i miei consigli, poi fate voi: prendete il volo ROMA – LONDRA – MIAMI – SAN JOSE’ A/R  della British airways/ American Airlines. ATTENZIONE!!! Se fate il biglietto con la British costa circa €720,00, ma se lo fate con la compagnia americana costa solo €588,00 ed è lo stesso volo. La parte più lunga del viaggio la fate con la compagnia Britannica che offre un servizio a bordo di prima classe e comunque infinitamente superiore a quello dell’American airlines. All’andata io ho fatto una sosta di un giorno a Miami, ma occhio, se non vi ospita nessuno come invece è capitato a me, informatevi del nome e dell’indirizzo di un hotel di Miami è dichiarate alla dogana che andate a dormire lì, altrimenti vi bloccano in aeroporto a state un giorno ad aspettare il vostro volo, sai che palle!

Una volta a San Josè non perdetevi d’animo anche se il vostro viaggio è ancora lungo, da poco tempo c’è un bus che fa la linea diretta dall’aeroporto a Santa Teresa – Mal Paìs (traghetto compreso), prendete quello perché se spezzettate il trasferimento interno, se siete fortunati, arrivate dopo 20 ore.

A santa Teresa fermatevi all’inizio del Paese e telefonate a Ugo, vi conviene contattarlo prima dall’Italia al N°005066400675  e-mail Hugostressurf@hotmail.com e se non trovate posto da lui vi aiuterà a capitarne uno a poco prezzo, o a prezzi alti se siete ricconi. Portatevi le tavole vostre perché sull’aereo non si paga sovrapprezzo, le imbarcate a Roma e le ritrovate in pseudo buone condizioni a San Josè. Nel caso di rotture Denga surfboard ve le ripara in un fiat. Se volete andare per le vacanze di  natale prenotate molto prima perchè i locals si sono affittati di già pure i posti in spiaggia.

©2006 revoltmedia



05/01/06

Incomincia l’avventura, un lungo viaggio, come novello Phileas Fogg col suo fido Passepartout (Tommy nda), cavalcando ogni specie di mezzo di locomozione, galleggiando inarrestabili su mare, terra e nuvole ci spingiamo verso una landa sconosciuta che ci attende impaziente e speriamo anche premurosa.

Se è vero, com’è vero, che il pianeta vive, respira e pensa… allora io immagino che possa sentire anche l’insignificante calpestio di due piccoli omuncoli animati solo da buone intenzioni e sinceri sentimenti. Gli diamo fastidio con il punzecchiare dei nostri sottili piedi ( ben poca cosa di fronte alle ruspe e alle bombe), come pidocchi  di cui non sa come liberarsi? o magari il nostro passare è soltanto un lieve massaggio che fortifica la sua circolazione linfatica? L’uomo come tanti animali è nato migratore, da una piccola regione del mondo con mirabile diaspora è partito occupando quasi ogni angolo della sfera terrestre. ( ma se la terra è una sfera, come farà ad avere gli angoli? dubbio irrisolto).

 

07/01/06 FLIGHT TO MIAMI

Londra-Miami, la rotta che grandi e temerari navigatori hanno intrapreso tanti secoli fa alla ricerca di nuove terre. Le nuvole, calme sotto di noi, a pecorelle, ci mandano occhiate dal basso e ci salutano in un giorno che grazie al fuso orario non finisce mai. A mille chilometri all’ora sfioriamo le stelle ed inseguiamo la luce. Tra di esse la nostra buona stella sembra non abbandonarci. Mentre ci chiedevamo dove saremmo andati a dormire, quella notte di scalo a Miami, come soave sirena dalla lunga chioma nera ci ha soccorso nel nostro peregrinare la dolce Barbara, che fidandosi del suo istinto (beata incoscienza) si avvicina e decide di ospitarci a casa sua. Che nobiltà d’animo. La nuova terra ci aspetta, ma non a lungo.

15/06/72

Sono piccolo, la mia casa,  è così vicina al mare che mi addormento e mi sveglio col fragoroso suono delle onde sulla battigia di sabbia e sugli scogli del molo. Pennelli di roccia che chissà quale ingegnere mangiasoldi ha piazzato lungo la costa. Maledetto pennello!

 Mi alzo presto, ancora stanco, dal letto e guardo il mare: “ questa notte si è fatto sentire, forte”. Più tardi arriverà il vento, il vento freddo di ponente, a muovere tutto. Il mare disegna delle belle onde, linee liquide viaggiano verso la costa. Vado a fare colazione e poi a giocare col mare, su e giù ( lo so che anche a voi carissimi lettori piace fare su e giù come me) senza fermarmi mai, fino allo  sfinimento. Body surfing, adesso poso chiamarlo così.

 

09/01/06

Da qualche giorno vivo in una splendida casetta ospite di Ugo, io e il mio fido scudiero, dormiamo su di un comodo letto matrimoniale in TEAK, tra di noi non è successo niente, è la riprova che non siamo gay (o forse tommy è innamorato di un altro?), solo guerre di puzzette, maledetti frioles! Tutta la notte bombe rumore di liquide di acqua salata si sfracellano sul fondale di sabbia granulosa, l’acqua però resta sempre limpida. Il suono del mare non smette mai, giorno e notte, notte e giorno da dietro il primo strato di foresta arriva il suono delle bombe. Ormai sono in grado di prevedere la grandezza della swell solo dal rumore, senza dovere andare a guardare il mare.

 

30/06/78

Vedo solcare le acque di casa da alcuni strani oggetti a vela. In piedi, avanti e indietro, veloci come il vento. Ogni mareggiata è l’apoteosi dei salti, sbucciature e manganellate in testa, che dolore. Chissà come deve  essere scivolare sulle onde con questi grandi tavole? Qualche volta ci provo.

 

15/01/06

Non si smentisce mai, swell o non swell, anche solo col moto delle maree, onda pulita, riccioli di oceano lunghi e sinuosi si srotolano, A frame dx e sx  da uno a due metri, sempre. Stormi di pellicani pattugliano le acque alla ricerca di cibo fresco mandato da Dio. Gustosi pesci saltano, a loro volta, in cerca di loro simili più piccoli, mandati da Dio. Il volo radente si trasforma in picchiata e… splash anche oggi, come ogni giorno, si mangia. Dall’acqua la visione gratuita di questo spettacolo è sublime, interrotto solo dall’arrivo della serie giusta per te: cibo per l’anima mandato da Dio. Poco lontano sbuffi di balene salutano il giorno e ci augurano buon divertimento: Pura vida.

 

07/07/82

Ci incontriamo ogni giorno gli stessi amici. Aspettiamo le onde, “ne sai niente se arrivano?”. Sembra che qualcosa si muova, Don Ballassaro, il pescatore più esperto della zona dice.” Stu tempu un mi cumminci”, significa che tra non molto arrivano. Ognuno surfa a proprio modo con tavole dallo shape approssimativo, fatte in casa, seguendo teorie del caz… , ogni nuova tavola però sembra che vada meglio delle altre.

 

17/01/06

In acqua uomini e donne (più uomini), la spiaggia è immensa. Una lunga distesa dorata contesa tra l’oceano e una rigogliosa  vegetazione, ospita tutti e tutto con amorosa dedizione. A parte i soliti citrulli in fondo nella scala dell’ordine dei primati, il clima in acqua è disteso e amichevole, soprattutto i più vecchi frequentatori dello Spot offrono il loro calore e la propria disponibilità a tutti. Mille nazionalità si confondono, ognuno mette in acqua se stesso: caldo e spontaneo il mediterraneo, schizzato e radicale l’australiano, rough il Tico (come si chiamano i costaricani) sorridente fino alla follia il Kiwi, diffidente e agile sulle onde l’israeliano, un bel fritto misto di stili e di culture che sembra non dispiacere a nessuno. A me hanno fatto letteralmente impazzire un gruppo di “giovani” sessantenni di San Diego che sopra a ben collaudati e voluminosi longboards si dividevano con rispetto ed amore le copiose onde, tra di loro e con chiunque ne avesse voglia. Due, tre, quattro persone sulla stessa onda, nel puro stile californiano, con il timbro di un magnifico sorriso stampato sul volto, loro sono come me ed io sono come loro ed in acqua si vedeva e si sentiva.                                                                                                                

 

05/051988

Il surf da onda stenta a decollare qui a San Leone, sport per pochi, anzi pochissimi. Sembra che nessuno se ne preoccupi, il mare è tutto nostro. Forse è per questo che noi siculi siamo così ospitali. Siamo desiderosi di conoscenza, di confrontarci con gli altri, con il mondo. Tra le nuove leve spicca Ughetto, un chico che da poco ha imparato a surfare, ma sembra che prometta bene. Comunque ha dentro sicuramente una grande passione. Il suo pensiero è fisso: surfare e quando il mare e fermo skateare, sempre sulla tavola. Sogna di andare a vivere in un posto con le onde ogni giorno, un posto caldo da non dovere mai mettere la muta. Fight for your dreams!

Ma è quello che diciamo tutti ogni giorno.

 

20/01/06

Ecco una giornata tipica in Santa teresa Costarica: sveglia alle sei sei e mezza, breve colazione leggera, un po’ di cera sulla tavola, ci si stropiccia gli occhi e via, costume e piedi scalzi verso lo spot. Due minuti e 50 metri più avanti ci si para davanti quella lunga lingua di sabbia che separa MalPaìs da Santa Teresa. Mai cambiare spot. Ogni giorno si discute di andare a surfare da qualche altra parte, tanto per cambiare e per provare l’onda su roccia, ma poi pensiamo: “ ma chi c’è lo fa fare, qui è perfection!”.

Verso le undici il vento da terra smette di soffiare e entra il vento dal mare ( io non vorrei dirlo perché mi fa ribrezzo, ma tra mezzogiorno e le tre questo posto è mitico per il kite anche se nessuno osa profanare il surf spot),  ne approfittiamo per rifocillarci e per fare un riposino sull’amaca leggendosi qualche bel libro portato da casa. Passa il tempo e sono quasi le quattro del pomeriggio, è ora di tornare in acqua per farsi la sessione serale con la scaduta del vento fino al sunset, glorioso!

Col buio che non si vede un accidenti si ritorna a casa e come tutti i giorni saltano le nostre previsioni circa i divertimenti della sera: “sono così stanco che non riesco nemmeno a dire di essere stanco”, un paio di sbadigli enormi, mangiamo qualcosa e… ci vediamo domani mattina all’alba. Questo per me è paradiso. Tutto questo non significa che a Santa Teresa non ci siano divertimenti ( soprattutto i tossici trovano il pane per i loro denti)  ma che se intendi surfare veramente, allora, seguirai i nostri stessi ritmi monastici.

 

05/11/2003

Ugo De Castro è partito, ha salutato a tutti, e si è trasferito in Costarica. Prima di adesso ha vissuto per lunghi periodi a Barbados, in Australia, pochino alle Hawaii e poi il trip in Costarica con l’illuminazione. Va per restarci sempre, vuole comprare un pezzo di terra a Santa Teresa, costruire qualche casettina vicino al mare e vivere con la rendita derivata dagli affitti. Sarà un illuso? Non lo so, però, molti di noi siamo veramente invidiosi.

 

22/01/06 ore 04:30

Saluto Ugo con un forte abbraccio, la sua ospitalità è stata meravigliosa. Si è occupato di me nutrendo il mio corpo ed il mio spirito. Lui insieme alla sua bellissima e simpaticissima  ragazza americana Cody mi hanno fatto sentire come a casa mia e anche meglio. Lascio a sorvegliare le onde il mio fido scudiero, resterà qui per un altro mese perché vuole fare un video reportage sui surfisti italiani di Costarica, prima di partire ho avuto l’opportunità di vedere alcuni minuti di immagini. Sono sconcertanti, bellissime. Salgo sul Bus che mi porterà a San Josè per prendere l’aereo, sei ore di pulmann, di cui circa la metà solo strada sterrata, che bellezza! La traghettata attraverso il Golfo di Nicoya è sublime, l’alba non era stata mai così limpida e calda, le isolette tropicali disseminate su questo calmo mare interno si offrono suggestive agli occhi sonnacchiosi dei tanti, tra turisti e lavoratori, che sono diretti verso la capitale mentre tranquillamente, alla velocità ( sarebbe più opportuno chiamarla lentezza) di cinque nodi all’ora attraversiamo lo stretto. Addio bel sogno, resterai per sempre nei miei occhi e nella mia mente! Scherzavo, tanto ci ritorno presto.

Dallo Zio Sergio.



SANTA TERESA BEACH HOTEL > www.santateresabeachotel.com > SANTA TERESA, NICOYA


Saluti dal Paradiso del Surf



Gallerie Fotografiche > COSTA RICA Photo Gallery



- A Revolt Media Service

Copyrights & Privacy
Racconti di viaggio > Raccolta fotografica maggiori surf spots > Info Voli, Hotels, Camps > Guida agli spot più famosi italiani e del mondo
SURFING COSTA RICA GUIDE - GUIDA SURF COSTA RICA - SURF CAMPS & SCHOOL

Revolt Surf Trips & Adventures Around the world > Surf Destinations > Surf Camps & School > Surf guide